D’Aniello e la ruspa
Il bello dell’Olimpiade è che ti accorgi che esistono ancora i veri sportivi. Quelli che si svegliano alle 5 per una corsa quando fuori si gela, quelli che sudano, che lottano, che cercano di raggiungere i propri limiti senza proclami, sempre sottotraccia ma con una ammirevole e infinita passione per la propria disciplina. Molti rimangono per sempre nell’anonimato, alcuni vivono il loro momento di gloria ogni quattro anni, certi una sola volta nella vita. Ed è per questo che la storia di D’Aniello, poliziotto laziale di 39 anni che fino a 10 anni fa probabilmente non sapeva neanche dell’esistenza del tiro a volo, è di quelle alla Hugh Hudson. Il suo sincerissimo pianto è l’immagine che mi piace ricordare, al di là di tutto. C’è chi regala al proprio figlio orologi d’oro o interi palazzi, lui gli porterà a casa, assieme alla medaglia, una bellissima ruspa (giocattolo ovviamente). Chapeau.









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