Sociologia spicciola. Chapter one.

Una domenica in curva.

Un Borghetti come Ginseng, l’attesa al tornello, l’aria caratterizzata da umori tra i quali domina la presenza del tipico pasticcio gastronomico - nettare degli dei - a base di scarto di maiale e cipolla dal vissuto sospetto: questi gli elementi salienti di un prepartita fra realtà calcistiche provinciali (una di mare, l’altra bucolica), opposte in una sfida “no way out”. L’aspetto tecnico, in questa sede, non verrà trattato; vi si riferirà del contorno, del vociare di fondo, del cast assolutamente protagonista per quasi due ore.

I BRAVI. Tandem di energumeni sulla quarantina, si presentano con uno smanicato logorato dal maestrale, raucedine al cui confronto Fausto Leali deve prostrarsi e incassare la figura dello Sbirulino, vago sospetto di una precedente assunzione di liquidi alcolici (si poteva evincere dall’accredine con cui i Nostri inveivano contro il direttore di gara e l’addetto alle noccioline).

LA NONNA SPRINT. Ha un solo commento con cui chiosa le trame offensive e difensive degli ospiti: vaffanculo. Se mia nonna fosse invecchiata così avrei già preso la tessera fidelity delle Bestie di Satana per sacrificarla, insieme ad un agnello e foglie di alloro per insaporire, nella chiesa sconsacrata più vicina.

GLI AMICI DI BISCARDI. Il luogo comune come filosofia di vita. Sono quelli che “da oggi in poi sarà sempre una finale”, che “i ragazzi ora hanno fatto la diagonale scorretta”, “si parla del gruppo e non del singolo”, “è una squadra garibaldina”, “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”. Segaioli di medio alto livello, a calcetto vengono solitamente dirottati in porta, indossano il completo di Cervone dei primi anni 90, portano il pallone e organizzano la pizzata durante la quale vengono malinconicamente emarginati.

IL PEGGIORE. Io. Quando il bomber della mia squadra del cuore insacca in rete, non penso alla salvezza ormai raggiunta ma rammento il +4 conquistato da un mio diretto avversario alla vittoria del Fantacampionato, confidando che il giocatore stesso poi si trovi coinvolto in una rissa reale o calpesti in diretta uno dei raccattapalle per fare in modo che la sua votazione diminuisca.

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4 Commenti su “Sociologia spicciola. Chapter one.”

  1. da pedante titolista quale sono, avrei intitolato il post “Un sorso d’Acquafresca”

  2. [...] JobCrawler - Lavori per: reg:Liguria: [...]

  3. Mmm, ho preferito evitare l’effetto Tg Com.

  4. comunicazione di servizio se non vi decidete a mettere le tag ai vostri post, che devo sempre farlo io, vi faccio assumere sul serio da Giorgio Porrà.

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