Deliri e traguardi in epoca 2.0

Ci ha congedato ormai una stagione estiva caratterizzata da dubbi insormontabili, nuove vie di dibattito circa il ruolo dell’uomo nel mondo, nell’universo, negli astri, nei sinistri e nei protesti. Paure sollevate dopo gli esperimenti apocalittici del Cern? No, non ci siamo. Una nuova enciclica in freestyle di Monsignor Crociata con Bagnasco e Tonini in Beat Box? Neanche, ma sarebbe innovativo (Povia potrebbe collaborare ai testi). Si parla dell’incessante espansione di un neologismo di cui sportivi, oziosi, starlette e mignotte abusano, un manifesto per appagare il proprio Io in un traguardo di cartapesta. Si parla dell’arrivare. Quante volte abbiamo sentito come giustificazione ad una performance scadente di qualsiasi tipo: “Non importa, è sufficiente che sia arrivato/a al pubblico” oppure ” Tu non devi dimostrare nulla, sei già arrivato/a“. Ora, è pacifico che Gelindo Bordin o Gebreselassie possano rimanere sul vago, ma gli altri? Dove cazzo devono arrivare? Perchè poi? Ma soprattutto devono portare un dono o restare a mani vuote? Le implicazioni filosofiche della natura dell’arrivo potrebbero richiedere discussioni lunghe e articolate; la più gretta interpretazione è quella legata alla sfera sessuale, per cui l’arrivo si potrebbe associare al punto G del riconoscimento dei propri meriti in ambito sociale, presso la gente che conta, quelli dei Baci e Abbracci e della Frutta, ma anche un po’ di verdura. Arrivare dove? La strada avrà un senso, un percorso per gradi con una finale ascesi? Oppure sarà una Road to nowhere, come scriveva il talentuoso David Byrne? Quale lo scopo, quale il Nirvana dopo il tanto agognato arrivo?

Agevoliamo l’errevuemme, lo scopriremo.

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La Caudilla.

Daniela Santanchè lascia La Destra, per la quale era stata la candidata premier alle scorse elezioni. Alle preoccupazioni di alcuni analisti di borsa, che paventavano una perdita in apertura della Borsa di Milano per via di questa notizia (si parlava di un punto in percentuale), ha subito risposto un editorialista de Il Sole 24 ore (che ha preferito restare anonimo in quanto braccato da alcuni creditori):

-La notizia dell’uscita della Santanchè dal partito “La Destra” preocuperebbe i mercati quanto preocuperebbe la notizia che le unghie lunghe creano sonnolenza-

Secondo i rumors della sede di via Conca a Roma, la Santanchè si sarebbe dimessa per personali problemi con il segretario Storace, per diversità di scelte politiche, diversità di scelte elettorali nonchè per l’assenza nel palazzo di olive per decorare i suoi Martini pomeridiani.

Secondo la lady di ferro della Destra italiana, un suo grande proposito è quello di -provare a recuperare alla democrazia quei giovani che ancora oggi si radunano sotto le bandiere di un sedicente e lugubre nazifascismo invece di giustificarli con argomenti più o meno ambigui-. Un cambiamento alla Gianfranco Fini, per quanto il Presidente della Camera abbia anticipato da tempo questa svolta democratica, con ad esempio la storica visita in Israele. -Quello che ha fatto Fini è niente rispetto a quello che farei io- ha detto la Santanchè ai microfoni di Radio Quaglia 48 -se avessi un pene, mi sarei già fatta circoncidere-.

Dopo una lungo silenzio del Comitato Politico del partito, durato tutto il pomeriggio, è stato diramato un sintetico comunicato stampa, che riportiamo integralmente:

Oggetto: dimissioni Sig.ra Daniela Santanchè

Il comitato politico de La Destra ha avuto notizia delle dimissioni della Sig.ra Santanchè circa al 20° del primo tempo di Sampdoria-Juventus. Essendo la partita di notevole interesse, è stata rinviata la discussione all'intervallo. Dopo un breve giro di opinioni, avvenuto tra le più eminenti personalità del movimento durante la fila per pisciare, sono state accettate le dimissioni e dato incarico di comunicare la notizia una volta concluso il match di Genova.

Per la Santanchè si vocifera di un passaggio al Popolo delle Libertà, in un ruolo a scelta tra:

1) Responsabile Nazionale Gestione Fotocopiatrici
2) Portavoce Unico per le riunioni internazionali di scarso interesse (tipo il Forum Globale sulla produzione delle Arachidi)
3) Tesoriera Nazionale in caso di improvvisa retata della Guardia di Finanza

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Nomine dall’alto.

Tutto si può dire dello spirito santo, ma non che tema il ridicolo. Infatti, in una rosa di tre candidati, ha guidato la mano del Santo Pontefice, nella scelta del nuovo presidente della Conferenza Episcopale Italiana, dritto su quello del Monsignor Mariano Crociata.

Crociata.

Che giusto per non farsi mancare niente, è un grandissimo esperto di dialogo con l’Islam. Nella sua autobiografia “Gerusalemme? Pensavo fossero frollini” racconta che, nei pochi momenti di pausa, è solito rilassarsi facendo roteare scimitarre appartenute al Saladino, conservate nei Musei Vaticani.

Monsignor Crociata ha battuto altri due validissimi candidati: il pisano Mons.Franco Inquisizione e il genovese Mons. Alberto Mario Mortealleretico.

Monsignor Mariano Crociata succede a Tarcisio Bertone, che ora potrà dedicarsi con più tempo all’organizzazione del Primo “Vaticano Windsurf Contest”.

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Adesso sì che siamo sereni.

La redazione web del Corriere della Sera si preoccupa della cura dei beni degli Italiani all’estero.

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Breaking News.

Rapiti in Egitto: trovati quest’oggi i bagagli dei rapiti. Si trovano all’aereoporto di Melbourne, spediti per errore dal banco 4 del ceck-in Alitalia di Fiumicino

Strage in Finlandia: dopo la terribile strage, già all’ opera il Ministro Gelmini per approntare preventive soluzioni. Pare che, per sventare attacchi del genere, i collaboratori scolastici (bidelli) verranno addestrati ad alcune arti marziali come karate, pancrazio e capoeira nonchè all’arrivo quatti quatti alle spalle con forte colpo di estintore in testa.

Strage in Finlandia 2: -In Italia una cosa del genere è assolutamente impensabile- afferma Antonio Drighi, preside di un liceo romano -il livello di apatia dei nostri studenti non consertirebbe nemmeno la voglia di mettere una pistola in borsa-.

Gomorra e gli Oscar: alla notizia che il film di Garrone rappresenterà l’Italia nella corsa alla statuetta, in un comunicato stampa la famiglia dei Casalesi esprime -…grande soddisfazione nel vedere riconosciuti i duri sacrifici di una vita…-.

Gomorra e gli Oscar: nell’eventualità di una candidatura di Gomorra agli Oscar, le principali famiglie dell’interland napoletano non escludono una tipica sparatoria nel tappeto rosso del Kodak Theatre.

Italiani e Sesso: secondo uno studio inglese per i ragazzi italiani l’educazione sessuale è “inutile” e per due su tre la protezione nei confronti di gravidanze indesiderate è compito “di lei”. Per circa il 60% degli intervistati la spirale è l’azione che si compie quando si fa un tiro di canna.

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Alitalia, svolta in salsa barbecue.

«Noi siamo pronti, dipende solo dal governo» afferma Wolfgang Mayrhuber, CEO di Lufthansa, tra uno spinello e l’altro. La compagnia tedesca sarebbe, secondo l’autorevole tabloid radical-chic “Cronaca Vera”, pronta a rilevare Alitalia, salvando la compagnia di bandiera dal fallimento e il culo di Berlusconi dall’ispezione coattiva. Una manovra per alzare il prezzo con Air France? Può darsi, ma fonti non troppo riservate vicine a Palazzo Chigi affermano che da settimane vanno avani colloqui con Angela Merkel, l’ambasciatore Michael Steiner e il faccendiere Michael Schumacher.

Lufthansa vanta 92 mila dipendenti, una flotta di 343 aerei e uno slogan innovativo: «Comunque vada, durante il volo verrà offerto un pranzo». Una strategia di marketing aggressiva, dovuta alle continue proposte dei concorrenti low-cost che rischiano di tagliare fuori la compagnia tedesca dai voli interni all’UE (l’ultima trovata di Ryanair, come noto, è il biglietto gratis con partecipazione alla lotteria “Parti con una valigia e atterri con un’altra!”).

Soddisfatti gli operatori di Malpensa e Fiumicino, che entrerebbero in un network capace di coprire Nord Europa (Francoforte), Sud Europa (Madrid), Africa (Casablanca), Medio ed Estremo Oriente (Beirut) e Paesi in via di sviluppo (Roma, Milano). Tutte le mosse fatta da Lufthansa sullo scacchiere europeo - da quella iniziale su Swiss Air a quelle più recenti sulla scandinava Sas e su Austrian Airlines - sono ispirate alla stessa filosofia: chi rompe non paga, ma i cocci li prendiamo noi.

I progetti predisposti da Lufthansa sono due. Il piano A è quello che ruota intorno all’operazione Cai. Se la trattativa con i sindacati si fosse chiusa positivamente, Colaninno – in un bagno di sudore, ma felice - avrebbe potuto dare il grande annuncio ufficiale: il partner internazionale che ha graziato Alitalia è Lufthansa. I tedeschi sarebbero stati anche disposti ad entrare subito con una quota di minoranza (il 49,999%), per rispettare almeno nei primi 60 giorni il caveat posto dal premier sull’italianità della compagnia di bandiera. Ma a regime, Lufthansa avrebbe rilevato la maggioranza, gli slot, gli aerei e 45.000 punti Millemiglia.

Il piano B invece, più aggressivo, prevedeva l’ingresso delle truppe tedesche nella sede della Magliana, il sequestro del Commissario Fantozzi e l’attacco della Libia al grido di «Liberi tutti». Antiche ruggini, relative ai fatti del 1943, hanno consigliato a Mayrhuber e al suo vice, Peter Hartman, un approccio più soft.
L’operazione Lufthansa prevede dunque l’acquisizione immediata di Alitalia, il trasferimento della proprietà da Roma a Colonia, salvando ovviamente il marchio, la divisa e tutto quello che in questi decenni ha rappresentato la storia della nostra compagnia di bandiera, compresi – per dare modo agli italiani di abituarsi alla transizione – i ritardi abissali e lo smarrimento di 3-4 bagagli per tratta. Oltre a Milano, saranno potenziati gli scali del Nord, Torino, Venezia e Bologna, messi in raccordo con Francoforte, Monaco e Zurigo. Per quanto riguarda gli aeroporti del Sud, la compagnia tedesca ha dapprima pensato a un accordo con Trenitalia. Tuttavia, avendo trovato occupato, s’è raggiunto un accordo con l’autorimessa “Mario Fiorillo & Figli s.a.s”, che garantirà collegamenti settimanali Napoli-Milano e Catanzaro-Roma. La flotta sarà ridotta di una cinquantina di aerei, ma Alitalia beneficerà dell’integrazione nella rete Star Alliance: un network che comprende quindici compagnie tra cui United, All Nippon, Thai e Singapore Airlines, e due pullmini di Air One.

Una sola la condizione posta da Lufthansa per l’acquisto: preventivamente si dovrà procedere ad una procedura concorsuale, separando la cosiddetta “bad company” (esuberi, debiti e attività improduttive, tra cui il ristorante “Il saggiatore”, meta prediletta di intellettuali e tronisti dal lontano 1984) da quella buona (gli aerei, le rotte e gli slot). Solo così, secondo il vettore tedesco, sarà possibile rinegoziare i rapporti con le ventiquattro sigle sindacali – fra cui, secondo fonti autorevoli, si sarebbero inseriti anche gli Irriducibili della Lazio – e, soprattutto, con i piloti, elegantemente definiti da Vittorio Feltri – che il problema di un piatto di minestra a casa non l’ha più da quando è diventato vegano – “autisti dell’aria”1.

Piuttosto incisivo il commento del premier-ombra Walter Veltroni: «Siamo con i piloti ma anche dalla parte di Lufthansa, applaudiamo il comportamento dei sindacati, solidarizziamo con Colaninno e soci, e approfitto di questa conferenza mattutina per applaudire Amauri ma anche per ricordare a Mourinho che il PD è dalla sua parte».

1 quest’ultima non è una battuta nostra.

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Breaking news.

Alitalia: grandi disagi negli aereoporti italiani, con un gran numero di voli cancellati dalla compagnia di bandiera. Per coprire il servizio e non danneggiare chi ha già acquistato un biglietto, all’aereoporto di Cagliari-Elmas è stata montata una catapulta direzione Roma-Fiumicino

Crisi Economica: dopo il fallimento dei  mutui negli Stati Uniti, tremano anche le banche. Sono andato alla mia filiale per fare un prelievo, ho trovato un impiegato tremante che mi ha detto: beh!?!? non vorrà soldi pure lei?!?!?!

Omicidio Meredith: continuano i colpi di scena al processo appena iniziato a Perugia. Secondo un nuovo super testimone della accusa, gli indagati sarebbero stati visti spostare la casa per coprire alcune tracce.

Gianfranco Fini: riassumendo tutto il discorso fatto dal Presidente della Camera ai giovani di AN si può affermare che per essere fascisti bisogna essere antifascisti.

Calcio: dopo la manata rifilata a gioco fermo da Muntari domenica scorsa, oltre alla squalifica di tre giornate del giudice sportivo, l’Inter è stata punita per responsabilità oggettiva dall’Osservatorio del Viminale che ha disposto la chiusura per due giornate dello spogliatoio.

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Lettera ai lettori.

Amici, amiche, compagni e camerati

Un nuovo corso s’avvia, sulle pagine di Idiocrazia. S’apre un’epoca di crescita, di progresso, di rinnovamento, di memoria, di entusiasmo e di ricordi. Un’epoca che ci vede protagonisti sul palco, in prima fila e dietro le quinte, sulle barricate e dietro gli scudi, in campo, in panchina e in tribuna.

In realtà abbiamo solo cambiato layout. Speriamo vi piaccia.

Ad maiora,

Ignazio Maria Tancredi della Grotta Vetusta

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Chiama lo schema.

Sono amareggiato: mi aspettavo che le cronache olimpiche dessero maggiore risalto ad un fondamentale punto di vista.

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Onde sulle sponde

Se c’è una categoria di atlete che non sopporto sono le nuotatrici. Tutte con l’impellente bisogno di essere sempre al centro della scena. La Manaudou è l’emblema della ragazzina viziata totalmente incapace di gestire la propria popolarità ed è giusto che abbia fatto una fine ingloriosa. La Pellegrini si lamenta anche quando dorme (e la mattina non sono abituata a gareggiare, e il costume si è rotto, e ho un’ unghia incarnita, e lo smalto non si intona con il colore degli occhi, e vaffanculo). Madre natura l’ha dotata di un talento non comune, non sarebbe una cattiva idea cercare di sfruttarlo al massimo. Domani mattina, al di là di tutto, tiferò per lei, perchè, volente o nolente, sono un tremendo patriottico (i nazionalismi li lascio a qualcun’altro). Su Montano non sprecherei molte parole, posso solo far notare che la presenza della Mosetti ha scatenato i bagarini più incalliti. Un biglietto oggi per l’ingresso allo stadio veniva strappato per 400 rossetti rosa shocking.  

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